Danza sociale

Che cos’è la community dance?

Che cos’è la community dance?

La community dance indica un ambito della danza considerato anche in Italia con sempre maggiore interesse dalla critica e dalla ricerca: la danza applicata ai fini dell’integrazione, la danza sociale e delle comunità, senza presupporre ancora generi in particolare.

La pratica della community dance si afferma in Inghilterra a partire degli anni ’70 del novecento, contemporaneamente si sviluppa un pensiero teorico e critico in grado di definirne il contesto.

La Foundation  for Community Dance ha pubblicato nel 1996 un testo introduttivo sull’argomento partendo da una definizione schematica, che si presenta come una struttura da riempire di contenuti. Essendo riferita alla situazione dell’Inghilterra, alcuni punti di questa struttura possono sembrare poco adatti al quadro italiano della danza, che rispecchia un paese in cui il rapporto fra cultura e società è condizionato da motivazioni e modalità differenti. Tuttavia uno sguardo che adotta la destinazione d’uso come criterio principale per dividere le attività di danza in due grandi categorie interdipendenti - la danza teatrale e la danza sociale - può essere utile per descrivere un fenomeno culturale la cui importanza in Italia spesso non è percepita per l’eccessiva frammentazione dei suoi settori.

Per collocare la community dance nell’insieme delle attività di danza Anthony Peppiatt1)  adotta una struttura che comprende quattro aree di competenza e cinque tratti distintivi.

[…] Tratti distintivi

1. Campo di applicazione 

Il termine Community dance può essere applicato a tutte le attività di danza tranne a quelle che riguardano lo spettacolo di danza professionale dove le energie e le strategie messe in atto convergono verso la creazione del prodotto finale. La diversità nella destinazione principale non esclude molteplici legami.

(nota del traduttore) Nello spettacolo professionale gli aspetti fondamentali della community dance possono prodursi come effetti collaterali. Proprio la scoperta e lo sviluppo di tali effetti hanno contribuito a individuare il territorio della community dance.

La differenza può essere riassunta nel seguente modo:
Spettacolo di danza professionale = tutto finalizzato allo spettacolo (allenamento, creazione, spettacolo, tournée)
Community dance = tutto compreso lo spettacolo (le attività non portano sempre allo spettacolo e gli spettacoli non sono professionali)


2. Scopo
Scopo primario delle attività di community dance è di ampliare la possibilità di accesso alla danza – attraverso esperienze e partecipazioni – a beneficio di ogni genere di persone.
 
3. Metodo
Il “prodotto” primario della community dance è il processo di lavoro nel quale i partecipanti sono coinvolti.

4. Diversità
Il concetto di Community dance contiene quello di diversità, estendendosi a tutti i stili di danza e comprendendo tutta la comunità della danza (senza distinzione di classe, di età, di abilità, di sessualità e di razza).

5. Economia
La Community dance amplia l'economia dell’arte perché accede a risorse economiche che provengono da una gamma di partner più larga, estendendosianche all’area del no profit.

 

Aree di competenza

Community dance incide principalmente su quattro aree.
1. Arte
Promuove l’accesso all’arte attraverso la partecipazione e la condivisione di processi creativi.

2. Formazione
Formazione di danza e formazione attraverso la danza.

3. Politica
Creando cambiamenti per l’individuo, per il gruppo, per l’arte, e per coloro che rappresentano l’autorità.

4. Società
Crescita per l’individuo e per il gruppo in ambito sociale. […]

1) Peppiatt, Anthony, in Thinking aloud – In search of a Framework for Community Dance, ISBN 1898409 06 4, pubblicato da The Foundation of Community Dance, Leicester (UK), settembre 1996, p. 3 (parafrasi e traduzione dall’inglese Theodor Rawyler)

 

Ulteriori approfondimenti

La homepage della Foundation of Community Dance in lingua inglese.

Per quanto riguarda l’Italia rimandiamo ai seguenti testi, senza pretesa di essere esaustivi
Delfini, Laura (a cura di), Des Associazione Nazionale Danza Educazione Scuola, Oltre la scuola…la community dance, Atti del convegno internazionale, Bologna, 27-28 novembre 2004, collana “Gli atti della danza”, Bologna,  Mousikè Progetti Educativi, 2005.
Zagatti, Franca, La danza educativa. Principi metodologici e itinerari operativi per l’espressione artistica del corpo, Bologna,  Mousikè Progetti Educativi, 2004.
Pontremoli, Alessandro, Teoria e tecniche del teatro educativo e sociale, Torino, UTET, 2005.
Bernardi, Claudio, Il teatro sociale, Roma, Carrocci editore, 2004.

 

Il laboratorio di Community Dance al Centro Diurno di Via Monte Santo 71, Roma (DSM ASL RME)

Il laboratorio è stato realizzato nel 2003 per la durata di un anno con un finanziamento della Provincia di Roma - Servizi Sociali e Politiche per la comunità familiare. Per dare continuità all’esperienza Theodor Rawyler ha continuato a collaborare in seguito con il centro diurno in qualità di conduttore di laboratorio.

Ripercorrendo liberamente la struttura di una lezione di danza contemporanea ogni incontro propone un riscaldamento, momenti di studio a terra, al centro e nello spazio, nonché momenti di improvvisazione guidata e di composizione con la finalità di condividere l’esperienza artistica e creativa della danza con l’altro.

La proposta di lavoro è basata sull’esperienza artistica e coreografica del suo conduttore e sulle modalità che permettono al centro diurno di proporre tali attività come parte di un processo terapeutico più ampio.

Fin dall’inizio si è proposto un laboratorio integrato che ha visto la partecipazione di danzatori, attori, operatori/studenti del settore socio-sanitario, educativo e/o artistico oltre a quella degli operatori del centro diurno e degli utenti alle cui esigenze è dedicato il lavoro.

L’attività laboratoriale è supervisionato dal centro diurno e la partecipazione di persone esterne è sottoposto al giudizio insindacabile della sua équipe medica.

Il discorso dell’integrazione e della condivisione non è mai stata inteso solo nel senso di portare il “fuori” dentro il centro diurno, ma anche in direzione opposta. Periodicamente sono stati realizzati momenti performativi e informativi al di fuori del centro diurno, anche portando il laboratorio in contesti artistici.

Nel tempo il laboratorio è stato oggetto di tesi di laurea, e per quest'anno esiste un accordo fra il Centro Diurno di Via Monte Santo 71, Roma (DSM ASL RME) e il Master Post Lauream Artiterapie (musicoterapia, danzamovimentoterapia, arti grafiche e plastiche, teatroterapia): metodi e tecniche di intervento dell’Università degli Studi Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione per riconoscere come credito la partecipazione al laboratorio.

Fino ad oggi non è stato indagato su punti comuni o divergenti che potrebbero collegare il lavoro svolto in questo laboratorio alle attività di danza educativa, di danzamovimentoterapia o di altre esperienze che in Italia hanno già una tradizione. Un approccio in tal senso potrebbe essere interessante.

Theodor Rawyler

Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per assicurarti la migliore esperienza possibile sul nostro sito e inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Continuando a navigare acconsenti all’uso dei Cookie.
Maggiori Informazioni Ok Declina