Danza sociale

Moods

moodsIl lavoro propone come ambientazione una sorta di locale dove si ascolta musica jazz. Diversi personaggi popolano la scena in un continuo intrecciarsi di sottili, ludici o seducenti giochi di relazione, tenuti a bada da un barman quanto mai improbabile...

Le forti componenti delle sonorità jazz hanno ispirato in tal senso brani coreografici in cui il lavoro, pur essendo sempre di ricerca stilistica e di linguaggio, verte piuttosto sui rapporti fra le diverse tipologie di personaggio, suggerite dalle variazioni strumentali, timbriche e melodiche dei vari brani musicali.

Una sorta di viaggio, in cui il percorso individuale di ognuno degli interpreti si incontrerà per dare luogo ad azioni drammaturgiche avvolte da atmosfere dark di fumosi luoghi chiusi. La danza, ora passionale e lirica, ora scatenata e trasgressiva, avrà sempre il suo rigore stilistico accompagnato anche da momenti che lasceranno spazio alla creatività estemporanea dei danzatori, avvolti dai continui stimoli melodici e ritmici del coinvolgente jazz della compositrice italiana Stefania Tallini.

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Folìa

foliada un’idea di Ricky Bonavita e Riccardo Marini
produzione realizzata in collaborazione con il Festival Barocco di Viterbo 2003

L’idea per questa produzione è nata dal desiderio di una possibile collaborazione tra la Compagnia Excursus e il Festival Barocco di Viterbo. Il programma musicale scelto accompagna una serata articolata in sei diverse coreografie, un incontro tematico e stilistico fra musica barocca e danza, ma anche un’ipotesi di ricerca contenutistica sull’attualità di alcune partiture scelte da quel repertorio musicale.

Sei quadri che si differenziano per tematiche e personaggi, ma prima ancora per la scelta dei relativi brani musicali. Si passa dunque dalla Suite n° 1 in Sol Maggiore per solo violoncello di Johann Sebastian Bach, al Concerto in La Minore opera 3, n° 6 da l’Estro Armonico di Antonio Vivaldi, per chiudere il primo tempo con le Leçons des morts di Sébastien de Brossard, una partitura cantata per soprano e controtenore. Apre il secondo tempo l’Allemanda, primo movimento della Partita n° 2 in Re Minore per solo violino di Johann Sebastian Bach, seguita dalla Folìa, tema con variazioni in Re Minore per violino e cembalo di Arcangelo Corelli, ed infine il Concerto in Si Minore RV424 per violoncello, archi e cembalo di Antonio Vivaldi, che chiude la serata.

Danza e musica barocca s’incontrano così per dare luogo ad una contaminazione in cui tecnica e dinamica del linguaggio coreografico propongono un’azione dove convivono gestualità con astrazione di linea, azione drammaturgica con uso di spazio e ritmo, lirismo e stilizzazione delle forme con poetica ed emozione dei contenuti. I brani musicali scelti, vere architetture ritmiche e polifoniche, ricche di sfumature armoniche e melodiche, accompagnano partiture coreografiche dense di situazioni e personaggi diversificati. Si alternano così momenti romantici, trasgressivi, o inquietanti, ad altri che lasciano spazio all’amore per il puro formalismo estetico, creando atmosfere surreali in continuo divenire.

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Eroi ...omaggio a Giuseppe Verdi

eroiNel teatro melodrammatico di Giuseppe Verdi ricorre il personaggio dell’eroe, figura chiave dalle infinite caratterizzazioni e sviluppi, che invita lo spettatore a proiettare il proprio mondo fantastico su personaggi ed eventi che animano la scena.

Una possibile indagine su diverse tipologie di personaggio, espressa attraverso un linguaggio gestuale e dinamico al tempo stesso. Una sorta di “festa” in un interno con la presenza di figure, la cui azione danzata è continuamente attraversata da una vena ironica, talvolta anche ludica. “Eroi ed eroine” nei quali gioco e seduzione obbligano ad un’autoironia che aleggia per tutta la serata, e che alleggerisce e/o volutamente contrasta la tendenza drammatica di alcune delle partiture musicali scelte.

Le atmosfere suggerite da alcune opere del grande maestro vengono qui estrapolate dai loro contesti narrativi, e rielaborate in un quadro drammaturgico più propriamente contemporaneo, dove i personaggi presentati non vogliono riproporre quelli delle opere, ma solo coglierne alcuni aspetti, per farli rivivere in una chiave di lettura a noi più vicina.

Il testo musicale è caratterizzato dalla presenza di alcuni brani scelti dal repertorio lirico di Verdi (l’overture da I Masnadieri, Il ballo della Regina dal Don Carlos, alcune arie, romanze, o ballate tratte da Macbeth, da Il Trovatore, da Rigoletto, da Un ballo in maschera, etc.) e da altri che fanno invece parte della sua produzione strumentale (Quartetto d’archi in mi minore).

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Itinerari di confine

itinerarirealizzata con il sostegno dell'ISR (Istituto Svizzero di Roma), della Fondazione Pro Helvetia, del Cantone di Berna, della Città di Biel-Bienne

La coreografia
I temi del confine e dello sconfinamento sono al centro di questo testo coreografico e registico. L’elaborazione di un linguaggio corporeo che possa esprimere, in chiave stilizzata e non narrativa, il contrasto fra più codici culturali e la convivenza di conflitti interiori che caratterizzano la realtà contemporanea.
Un susseguirsi di quadri, un caleidoscopio di immagini in cui figure solitarie, evocative di tempi e luoghi diversi, si trovano a confronto in un viaggio surreale attraverso il proprio spazio interiore: si creano così incontri e rapporti in cui gli impulsi emozionali generano contesti crudi e irrazionali.
Un itinerario individuale e collettivo che percorre le zone di confine tra il reale e l’immaginario, un microcosmo che vive tra l’apparenza e il mistero, un luogo in cui la trasfigurazione del quotidiano assume una visione surreale e i personaggi si muovono condizionati dalle diverse dinamiche di relazione : tutte possibili prospettive metaforiche per una chiave di lettura di una drammaturgia dove l’esplorazione delle zone di confine e la scoperta della diversità possono costituire un elemento di sottile complicità.

La musica
Nella colonna sonora a cura di Marco Schiavoni si accosta dialetticamente la scelta di brani fine 800 alla creazione di musiche originali scritte parallelamente al testo coreografico. Canto lirico, brani di repertorio, musica minimale, ritmi, sonorità tecno e rumori si uniscono in un quadro sonoro che ripercorre i contenuti tematici della coreografia.

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