Community dance - danza sociale |
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| lunedì 05 maggio 2008 | |||||||||||
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La community dance indica un ambito della danza considerato anche in Italia con sempre maggiore interesse dalla critica e dalla ricerca: la danza applicata ai fini dell’integrazione, la danza sociale e delle comunità, senza presupporre ancora generi in particolare.
La pratica della community dance si afferma in Inghilterra a partire degli anni ’70 del novecento, contemporaneamente si sviluppa un pensiero teorico e critico in grado di definirne il contesto.
La Foundation for Community Dance ha pubblicato nel 1996 un testo introduttivo sull’argomento partendo da una definizione schematica, che si presenta come una struttura da riempire di contenuti. Essendo riferita alla situazione dell’Inghilterra, alcuni punti di questa struttura possono sembrare poco adatti al quadro italiano della danza, che rispecchia un paese in cui il rapporto fra cultura e società è condizionato da motivazioni e modalità differenti. Tuttavia uno sguardo che adotta la destinazione d’uso come criterio principale per dividere le attività di danza in due grandi categorie interdipendenti - la danza teatrale e la danza sociale - può essere utile per descrivere un fenomeno culturale la cui importanza in Italia spesso non è percepita per l’eccessiva frammentazione dei suoi settori.
Per collocare la community dance nell’insieme delle attività di danza Anthony Peppiatt1) adotta una struttura che comprende quattro aree di competenza e cinque tratti distintivi.
1) Peppiatt, Anthony, in Thinking aloud – In search of a Framework for Community Dance, ISBN 1898409 06 4, pubblicato da The Foundation of Community Dance, Leicester (UK), settembre 1996, p. 3 (parafrasi e traduzione dall’inglese Theodor Rawyler) Ulteriori approfondimenti La homepage della Foundation of Community Dance in lingua inglese.
Per quanto riguarda l’Italia rimandiamo ai seguenti testi, senza pretesa di essere esaustivi
Delfini, Laura (a cura di), Des Associazione Nazionale Danza Educazione Scuola, Oltre la scuola…la community dance, Atti del convegno internazionale, Bologna, 27-28 novembre 2004, collana “Gli atti della danza”, Bologna, Mousikè Progetti Educativi, 2005.
Zagatti, Franca, La danza educativa. Principi metodologici e itinerari operativi per l’espressione artistica del corpo, Bologna, Mousikè Progetti Educativi, 2004.
Pontremoli, Alessandro, Teoria e tecniche del teatro educativo e sociale, Torino, UTET, 2005.
Bernardi, Claudio, Il teatro sociale, Roma, Carrocci editore, 2004.
Il laboratorio di Community Dance al Centro Diurno di Via Monte Santo 71, Roma (DSM ASL RME)
Il laboratorio è stato realizzato nel 2003 per la durata di un anno con un finanziamento della Provincia di Roma - Servizi Sociali e Politiche per la comunità familiare. Per dare continuità all’esperienza Theodor Rawyler ha continuato a collaborare in seguito con il centro diurno in qualità di conduttore di laboratorio.
Ripercorrendo liberamente la struttura di una lezione di danza contemporanea ogni incontro propone un riscaldamento, momenti di studio a terra, al centro e nello spazio, nonché momenti di improvvisazione guidata e di composizione con la finalità di condividere l’esperienza artistica e creativa della danza con l’altro.
La proposta di lavoro è basata sull’esperienza artistica e coreografica del suo conduttore e sulle modalità che permettono al centro diurno di proporre tali attività come parte di un processo terapeutico più ampio.
Fin dall’inizio si è proposto un laboratorio integrato che ha visto la partecipazione di danzatori, attori, operatori/studenti del settore socio-sanitario, educativo e/o artistico oltre a quella degli operatori del centro diurno e degli utenti alle cui esigenze è dedicato il lavoro.
L’attività laboratoriale è supervisionato dal centro diurno e la partecipazione di persone esterne è sottoposto al giudizio insindacabile della sua équipe medica.
Il discorso dell’integrazione e della condivisione non è mai stata inteso solo nel senso di portare il “fuori” dentro il centro diurno, ma anche in direzione opposta. Periodicamente sono stati realizzati momenti performativi e informativi al di fuori del centro diurno, anche portando il laboratorio in contesti artistici.
Nel tempo il laboratorio è stato oggetto di tesi di laurea, e per quest'anno esiste un accordo fra il Centro Diurno di Via Monte Santo 71, Roma (DSM ASL RME) e il Master Post Lauream Artiterapie (musicoterapia, danzamovimentoterapia, arti grafiche e plastiche, teatroterapia): metodi e tecniche di intervento dell’Università degli Studi Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione per riconoscere come credito la partecipazione al laboratorio.
Fino ad oggi non è stato indagato su punti comuni o divergenti che potrebbero collegare il lavoro svolto in questo laboratorio alle attività di danza educativa, di danzamovimentoterapia o di altre esperienze che in Italia hanno già una tradizione. Un approccio in tal senso potrebbe essere interessante.
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