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Coreografo

Anno produzione

Itinerari di confine

itinerarirealizzata con il sostegno dell'ISR (Istituto Svizzero di Roma), della Fondazione Pro Helvetia, del Cantone di Berna, della Città di Biel-Bienne

La coreografia
I temi del confine e dello sconfinamento sono al centro di questo testo coreografico e registico. L’elaborazione di un linguaggio corporeo che possa esprimere, in chiave stilizzata e non narrativa, il contrasto fra più codici culturali e la convivenza di conflitti interiori che caratterizzano la realtà contemporanea.
Un susseguirsi di quadri, un caleidoscopio di immagini in cui figure solitarie, evocative di tempi e luoghi diversi, si trovano a confronto in un viaggio surreale attraverso il proprio spazio interiore: si creano così incontri e rapporti in cui gli impulsi emozionali generano contesti crudi e irrazionali.
Un itinerario individuale e collettivo che percorre le zone di confine tra il reale e l’immaginario, un microcosmo che vive tra l’apparenza e il mistero, un luogo in cui la trasfigurazione del quotidiano assume una visione surreale e i personaggi si muovono condizionati dalle diverse dinamiche di relazione : tutte possibili prospettive metaforiche per una chiave di lettura di una drammaturgia dove l’esplorazione delle zone di confine e la scoperta della diversità possono costituire un elemento di sottile complicità.

La musica
Nella colonna sonora a cura di Marco Schiavoni si accosta dialetticamente la scelta di brani fine 800 alla creazione di musiche originali scritte parallelamente al testo coreografico. Canto lirico, brani di repertorio, musica minimale, ritmi, sonorità tecno e rumori si uniscono in un quadro sonoro che ripercorre i contenuti tematici della coreografia.

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Trittico Metropolitano

realizzata con il contributo della Città di Biel/Bienne (CH) e del Cantone di Berna (CH)

Dinamismo, frammentarietà, casuali convivenze di elementi contrastanti, costanti stratificazioni nella città che muta...

Musiche: 
Costumi: 
Disegni luci: 
Interpreti: 

ANXIA
Un’affannosa rincorsa tecnologica vista attraverso la proiezione esterna del gesto e del movimento nello spazio. Tre inquietanti personaggi vivono in una dimensione quasi virtuale una conflittualità emozionale espressa mediante una gestualità rotta, sincopata, sinistra. Solo brevi pause surreali arrestano per qualche istante la velocità dei corpi rapiti dal turbine di una continua dinamica spaziotemporale. Il ritmo incalzante, i timbri metallici, la “materialità” della musica originale scritta da Marco Schiavoni esaltano la crudezza e l’affanno delle tre donne che, pur proponendo modelli differenziati sia espressivamente che emotivamente, rimangono nella loro singolarità parti integranti della medesima “catena di montaggio”.

INTERIORS
Un assolo a due, un’indagine sulla sfera spirituale dell’essere umano, espressa metaforicamente attraverso un simbolico viaggio all’interno di un percorso interiore. L’uomo, diviso nell’eterna lotta fra il bene e il male, si trova coinvolto nei tortuosi sentieri dell’esistenza, in un labirinto coreografico denso di ombre e luci. Un confronto dell’individuo con se stesso e con l’esterno, un cammino fatto di sogni e desideri, attraversato da emozioni e turbamenti, dove il rapporto con “l’altro” simboleggia il nostro doppio, l’altro da se, e riunisce in un’unica entità l’aspetto spirituale con quello materiale dell’uomo contemporaneo. La forte ed elaborata gestualità della danza e la scelta di una musica sacra barocca, cantata su testi tratti dal libro di Giobbe, s’incontrano per creare un’atmosfera drammaturgicamente densa di contrastante emotività.

INCONTRI
Nella dimensione realistica e al tempo stesso onirica di un luogo un po’ fuori dal tempo, diversi individui vivono incontri casuali ed emozioni fugaci. In un’atmosfera rarefatta, situazioni di quotidiano ma stilizzato realismo si alternano a momenti di surreale intimità.

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Twilight (1996)

Tramonto metropolitano, luce crepuscolare, penombra: nella doppia dimensione, diurna e più spesso notturna, diversi individui si muovono e vivono incontri casuali ed emozioni fugaci.

Atmosfere di strada, il bianco e nero come contrasto buio-luce, ad evidenziare simbolicamente momenti reali e surreali, probabili incontri e contrasti, in un continuo altalenarsi dinamico di una frenetica metropoli contemporanea, ma anche di un possibile luogo fuori dal tempo.

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Riflessi lunari (1995)

riflessipappa01Le magiche e multiformi immagini della luna possono talvolta suggerirci una peregrinazione fantastica nei meandri del nostro mondo dei desideri.

Attraverso un simbolico viaggio in cui un uomo della strada, libero e sognatore, trova sul suo spensierato cammino quattro diversi caratteri di un mondo non solo femminile, rappresentati metaforicamente dalle quattro fasi lunari (primo quarto, luna piena, ultimo quarto, luna nera), si compie l'incontro di un mondo materiale con quello spirituale.

Gli elementi del maschile e del femminile si fondono e si confondono in personaggi e rapporti differenziati, simbolicamente espressi nelle quattro fasi; nell'atmosfera velata e rarefatta di questo viaggio interiore, le emozioni pure danno luogo a situazioni di gioco, passione, incanto, follia.

Il piano surreale vince comunque su quello materiale; la luna, compagna dei nostri sogni, appare anche come specchio del nostro mondo interiore e il viaggio che l'uomo della strada compie non ha termine, è ciclico, come il ripetersi delle fasi della vita umana, "riflessi" appunto delle fasi lunari.

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Giochi d'acqua (1994)

giochicastaldi01In un atmosfera ludico-onirica, presenze astratte come anime nascenti da un lago incantato, danzano in un turbine dinamico, scivolato, al tempo stesso sospesissimo.
Presenze stratte, e quindi simboliche di questo elemento così significante nel procedere di un mondo reale ed irreale, ma se si vuole anche con storie di emozioni e sentimenti, in situazioni intrecciate, ma solo favolisticamente interdipendenti.
Un susseguirsi continuativo di gruppi, assoli, passi a due, trii, un'esplosione di "spruzzi", nello scorrere viaggiato, "pattinato", comunque sempre acquatico di un racconto non raccontato, di un magico e sognato divenire.

 

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