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Coreografo

Anno produzione

MARE NOSTRUM

Laboratorio di danza di comunità a cura di Theodor Rawyler rivolto a utenti dei centri anziani e a studenti di Ostia. Per ribadire l’importanza della trasmissione della memoria, individuale e collettiva, fra generazioni.
Un progetto che si propone come continuazione e seguito di “Europa Vecchia Madre – la guerra vista dalle bambine”, una performance nata da un laboratorio di danza di comunità per un gruppo di donne romane intorno agli ottant’anni, che hanno restituito così le memorie d’infanzia del secondo conflitto mondiale. Da quest’esperienza presentata nell’autunno 2016 in tre centri anziani di Ostia è nata l’idea di proporre un lavoro analogo, dedicato al territorio di Ostia.
Per il nuovo progetto vorremmo coinvolgere oltre le persone anziane anche un gruppo di giovani provenienti dai licei locali, proprio per ribadire l’importanza della trasmissione della memoria individuale e collettiva fra le generazioni.

01/02/2017 - 31/03/2017
da febbraio a marzo | laboratorio danza
Compagnia Excursus
MARE NOSTRUM
a cura di Theodor Rawyler

TUTTE LE INFORMAZIONI | EVENTO FACEBOOK

Teatro del Lido di Ostia
Via delle Sirene, 22 - 00121 Ostia (Roma)
info e prenotazioni
tel. 065646962 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.teatrodellido.it

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Europa Vecchia Madre

produzione 2015

Europa Vecchia Madre

La guerra vista dalle bambine memorie intorno alla liberazione.

coreografia: Theodor Rawyler
assistenza e supporto: Danila Blasi, Enrica Felici
costumi: Daniele Amenta e Yari Molinari
realizzazione musicale: Concetta Cucchiarelli in collaborazione con CRM - Centro di Ricerche Musicali
interpreti: Vilma Galli, Verena Marzuoli, Renata Strozzi, Theodor Rawyler

Il progetto dello spettacolo nasce da un laboratorio di danza sociale condotto dalla Compagnia Excursus da oltre cinque anni con un gruppo di 16 donne intorno agli ottant'anni, testimoni di un conflitto mondiale restituito attraverso gli occhi di un'infanzia vissuta ai tempi di guerra. Sono emersi alcuni temi centrali; la paura, la voglia di giocare comunque, la solidarietà, l'assenza dei padri. Per quanto basato anche su ricordi dolorosi e indelebili, il lavoro è portatore di un grande entusiasmo per la vita, della gioia di poter partecipare, di mettersi in gioco, per esprimersi attraverso un'arte che sembrava ormai preclusa.

Dalle memorie delle donne anziane del laboratorio di danza sociale di ViaTerni9/Roma - Coop. Soc. Meta Onlus

Elda Alegiani
Maria Camarda
Vilma Galli
Verena Marzuoli
Elda Paci
Linda Petaccia
Marisa Pietrosanti
Italia Rosati
Renata Strozzi
Valeria Tani
Marisa Vagnoni

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Liaisons

liaisons01realizzata nell'ambito della manifestazione di "Attacchi di Core2"
di 369ºGradi Centro diffusione cultura contemporanea
in collaborazione con CORE
con il contributo di
Provincia di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali
Regione Lazio - Assessorato Cultura Arte e Sport

« L’amore che vantiamo come la causa dei nostri piaceri, non ne è in realtà che il pretesto », celebre citazione tratta dal romanzo Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, è l’incipit di questa nuova produzione della Compagnia Excursus.

Un narratore solitario presenta cinque personaggi, diversi per aspirazione e modalità di relazionarsi in un gioco amoroso che oscilla fra ideali romantici, luoghi comuni e interessi materiali, fra fusione e sopraffazione, fra seduzione, malizia e vendetta, fra i possibili effetti dell’amore e del sentimento che possono condurre alla purezza così come alla perversità. Alla ricerca dei fili di una storia già conosciuta il narratore lascia i personaggi procedere verso il loro destino, schiavi dell’esteriorità e dell’apparenza ma anche trascinati dalle proprie passioni. Si raccoglie così la provocatoria affermazione iniziale indagando su un labirinto di rapporti che non si regge su una verità univoca.

Sulla base di tali presupposti, questa creazione è ancora un’indagine sulla natura del movimento, del gesto, che di per sé astratto assume nello spazio scenico e nel contesto di tutti gli elementi una capacità narrativa propria, dando luogo ad un’esposizione del personaggio anche sul piano emozionale.

Liaisons rappresenta un punto di passaggio, di un ciclo di produzioni dedicate altresì all’interazione fra coreografia e scenografia multimediale e all’esplorazione di strutture narrative attraverso la creazione coreografica. La valorizzazione dell’interprete come danzatore-attore, si accompagna all’interazione fra coreografia, colonna sonora e scenografia multimediale, che raccoglie la suggestione di fasti settecenteschi.

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Tango ElektroBar

gtangobycastaldi01Proposto sotto forma di contenitore, Tango ElektroBar permette di vedere il multiforme lavoro coreografico di Ricky Bonavita e della Compagnia Excursus in sempre nuove versioni. Accanto a brani tratti dal repertorio della compagnia, il programma accoglie lavori di alcuni danzatori, coreografie nate in momenti e per esigenze diverse, ma in sintonia con l’approccio alla danza che distingue le creazioni coreografiche di Ricky Bonavita. La contaminazione dei codici della tecnica accademica con la dinamica di un personale linguaggio di movimento si esprime in una danza di immediata comunicativa, dove convivono l’espressione gestuale con l’astrazione della linea, l’azione drammaturgica con l’uso dello spazio e del ritmo, il lirismo e la stilizzazione delle forme con la poetica e l’emozione dei contenuti.

Il programma contiene lavori riconducibili a un contesto metropolitano, linguaggi coreografici diversi, stratificazioni di differenti esperienze iscritte nei corpi che spaziano dalla ricerca del puro movimento alla contaminazione della danza contemporanea con forme di ballo da sala; fra diverse sonorità prevalgono la musica elettronica e il tango.

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La fabbrica dei sogni

fabbricacastaldi01Davanti a visioni del caos metropolitano un ambiente notturno, luogo di incontro maschile, ma non solo, accoglie una coreografia fatta di momenti e situazioni di passaggio, piena dell’energia fisica dei corpi in movimento, accompagnata da ritmi incalzanti tecno, elektro minimal e dance, alternati da momenti di chillout. In questo contesto, dove eros e desiderio si incontrano nelle pieghe di una città metallica e tecnologica, un personaggio femminile, un icona da vetrina glamour e fashion, rompe l’equilibrio provocando sistematicamente i personaggi maschili in un imprevedibile gioco. Ne scaturisce una drammaturgia senza soluzione, una sorta di cerchio ciclico dove tutti gli incontri, le situazioni, i rapporti rimangono un fugace passaggio…

Considerando la compagnia come fabbrica ideale, luogo di costruzione e di invenzione, che permette di dare forma al proprio immaginario, con questa creazione Excursus prosegue un progetto triennale dedicato all’interazione fra coreografia e scenografia multimediale e all’esplorazione di strutture astratte o narrative attraverso la danza, lasciando spazio alla presenza fisica dei corpi in movimento, senza tralasciare l’indagine nel mondo emozionale, aspetto sempre presente nelle drammaturgie coreografiche di Ricky Bonavita.

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Quadri

tyd01Proposto sotto forma di contenitore, Quadri permette di vedere il multiforme lavoro coreografico di Ricky Bonavita e della Compagnia Excursus in sempre nuove versioni. Accanto a brani tratti dal repertorio della compagnia, il programma accoglie lavori di alcuni danzatori, coreografie nate in momenti e per esigenze diverse, ma in sintonia con l’approccio alla danza che distingue le creazioni coreografiche di Ricky Bonavita.

La contaminazione dei codici della tecnica accademica con la dinamica di un personale linguaggio di movimento si esprime in una danza di immediata comunicativa, dove convivono l’espressione gestuale con l’astrazione della linea, l’azione drammaturgica con l’uso dello spazio e del ritmo, il lirismo e la stilizzazione delle forme con la poetica e l’emozione dei contenuti.

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Tre fiori rossi

trefiorirossi01“Un gesto è bello soltanto quando ha dipinto la tristezza, la tenerezza, la fierezza – in una parola l’anima.”
Charles Batteux, Les Beaux Arts réduit à même principe, Paris 1748

Corpo, suono, immagini, scritti sono i diversi elementi poetici e drammaturgici da integrare in un testo coreografico liberamente ispirato al lirismo pittorico di Toni Bonavita (1923 –1991) artista visivo, pittore, critico d’arte, editore, che ci ha restituito attraverso le sue opere, dense di luce solare e di atmosfere desertiche, un universo di forme, colori e testi poetici dove ricorrono strutture, tralicci e impalcature, spiagge deserte e campagne alla periferia delle città, barche, reti e voli di gabbiani su distese marine, fiori e volti femminili di un mondo in trasformazione.

Il tema delle relazioni umane, del rapporto tra gli individui, in senso più ampio il concetto dell’amore nelle sue infinite accezioni possibili diventa centro di un racconto onirico ed emozionale, in cui i corpi dei danzatori ci riportano a percepirne la vibrante attualità.

Una danza fluida, quasi liquida, scorre sullo sfondo di una colonna sonora “calda” in cui si alternano ritmi techno e worldmusic, con tanghi e con alcune voci femminili, icone degli anni ’70, fra cui Mina e Patty Pravo, per dare luogo ad una drammaturgia simbolica, densa delle atmosfere oniriche e surreali che distinguono la “poesia dell’immagine” di Toni Bonavita.

   
   
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Anxia & Extasis

in collaborazione con l'ISR (Istituto Svizzero di Roma) e con il contributo di IMAIE che promuove

Una serata concepita in due diverse sezioni, due tempi collegati e speculari come gli stati d’animo cui allude il titolo, seguendo l’individuo messo a confronto con la realtà in due ambientazioni opposte.
Nella prima il ritmo incalzante e la tendenza ad annullare il singolo all’interno di una sorta di catena di montaggio comportano il pericolo della perdita dell’individualità, mentre nella seconda la celebrazione di un egocentrismo spinto all’estremo rischia la perdita del contatto con la realtà.

Il primo tempo si apre dunque in una fredda atmosfera costruttivista, caratterizzata dalla partitura musicale originale di Marco Schiavoni. La tecnologia sembra sopraffare le emozioni, apparentemente annullate, ma invece presenti in un’inquietudine dell’animo e in un affanno senza tregua. La proiezione estrema del gesto e del movimento è interrotta solo da brevi pause di calma elettronica.

Il sublime e il sacrale sono invece gli elementi che caratterizzano la seconda parte della serata dove la coreografia tende alla stilizzazione estrema dei momenti lirici. Un monaco solitario, perso in un suo immaginario fatto di visioni romantiche e personaggi conturbanti, conduce il pubblico in un ipotetico viaggio dell’inconscio. Atmosfere mistiche e rarefatte avvolgono personaggi e relazioni sensuali, appartenenti ad una realtà parallela. Le scelte musicali e la magia della scenografia video di Roberto Carotenuto contribuiscono ad amplificare la forte componente onirica e surreale della partitura coreografica.

Due sezioni contrapposte ma dicotomiche, dove gli spunti emozionali dettati dai diversi momenti drammaturgici danno luogo ad incontri ora crudi e realistici, ora simbolici e surreali, ma sempre stilizzati in un linguaggio corporeo di estrema tensione emotiva.

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